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La
varietà delle credenze, nella regione Indiana del Nord, si
deve sia a motivi autoctoni sia ad apporti esterni che dettero vita
a culture eterogenee: in tempi antichissimi gli Arii, in seguìto
I greci e le orde musulmane dal medio Oriente , i parsi e infine
I cristiani. Secondo gli ultimi censimenti del governo indiano,
comunque, sembra che l'80% dell intera popolazione professi religione
induista.
L'INDUISMO
Ad
essere precisi non si potrebbe parlare di induismo come di una religione:
innanzi tutto perché non si pone né come dottrina
nè come dogma, e in secondo logo perché il rapporto
con la divinità vi è scandito secondo un'interpretazione
esistenziale di tipo filosofico più che teologico, che dai
tempi più remoti ad oggi è in un continue processo
di sintesi e accrescimento.
L'induismo
prevedico e vedico, cioè quello che si può far risalire
alla testimonianza scritta dei veda, canti e inni sacritramandatisi
dal 1000a.C. circa, fu portato in India dalle tribù degli
invasori arii, per i quali la religione politeista si sviluppava
intorno ai problemi inerenti alla differenza fra il mondo sacro
e il mondo profano, il mistero della morte e il mistero della vita.
Continua...
IL
JAINISMO
Come
il buddismo, e ad esso contemporanea, questa religione nasce in
contrapposizione al pensiero induista che aveva elaborato un complesso
sistema sacrificale diretto dalla casta superiore dei sacerdoti.
Mahavira (grande eroe) fu il fondatore di questa religione, che
si estese ben presto in tutta la regione della piana gangetica.
Come l Buddha egli nega l'idea dell'esistenza di un dio, e indica
in cinque I precetti fondamentali da seguire per raggiungere la
liberazione finale dal ciclo delle rinascite: la non violenza o
ahimsa, la verità, il non possesso materiale, il non desiderio
e la castità assoluta. Continua...
IL
BUDDISMO
Siddharta
Gautama, figlio del principe suddhodana della stirpe regale dei
Sakya, nacque verso il 560a.C.a Kapilavastu, piccolo regno presso
Patna, alle pendici dell’ Himalaya. I saggi chiamati dal padre
per esaminare il neonato videro in lui un nuovo Salvatore per l'umanità,
cosicché gli fu imposto il nome di Siddharta, << il
costruttore>>. A 29 anni abbandonò la sfarzosa vita
di palazzo per ritirarsi presso la città di Gaya, in meditazione
ascetica. Dopo alcuni anni raggiunse l'illuminazione divenendo così
Buddha (lo Svegliato, l'illuminato), e a Sarnath, vicino a Banares,
nel parco delle Gazzelle, tenne il primo sermone a cinque condiscepoli;
da allora in poi condusse vita errante, Continua...
IL
SIKHISMO
Nato
nel secolo XV per opera del guru (maestro) Nanak, il sikhismo si
diffuse grazie all'azione e alla predicazione dei nove guru che
uno dopo l'altro succedettero al primo maestro raccogliendone gli
insegnamenti morali e religiosi in un libro sacro, paragonabile
alla Bibbia, detto Adi Granth.
La
parola sikh significa disciplina, e indica una sorta di tentativo
sintetico e metodico di conciliare la religione induista e quella
dell'Islàm. E non a caso la regione Indiana in cui si trovano
I fedeli sikh ( attualmente oltre 10 milioni) è il Punjab,
la cui capitale sacra è Amritsar, al confine con lo stato
islamico del pakistan. In questa parte dell’India, al tempo
di Nanak, il dominio musulmano durava da secoli. Continua...
L'ISLASIMO
Quando
l'Islàm giunse in India, le popolazioni non si assoggettarono
facilmente alla nuova religione, cosi diversa da quella propria
tradizionale. La stessa arte indù. Con la sua esuberanza
figurativa, si poneva all'estremo opposto rispetto all'avversione
per la rappresentazione di figure propria del pensiero musulmano.
Ma l'islàm in India non poté fare a meno di risentire
della culture e della somma di tradizioni locali: ecco quindi che
nelle comunità musulmane indiane si trovano le processioni
di immagini dei santi (cosa strettamente vietata dall'lslàm
del Vicino Oriente), la riduzione delle cinque preghiere giornaliere
a una sola e, presso la tribù dei Mopla,nel kerala ( india
del Sud) la stretta discendenza matrilineare, estranea alla mentalità
virile musulmana ma comune alle tradizioni matriarcali delle aree
tribali indiane. Continua...
LE
SETTE
In
tutta l'India è facile imbattersi in incongruenze religiose
a volte paradossali per voi italiani, abituati a una religione dogmatica
e strutturata come quella cattolica. L'induismo, invece, e non solo
esso, si è frammentato, pur mantenendo un'unità originaria,
in varie sette o scuole che si indirizzano verso l’adorazione
di una divinità piuttosto che di un’altra. Non è
difficile riconoscere i Vaishnava, devoti del dio
visnu poichè portano tracciate sulla fronte, come segno di
riconoscimento, una linea perpendicolare rossa e due linee oblique
bianche. Appartenenti alla stessa setta si possono considerare anche
i Krishnaiti, i fedeli del dio Krishna che viene
concepito come una susseguente reincarnazione del più antico
dio Visnù. Continua...
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